» Chi Siamo
» News & Eventi
Ristoranti
» Etnici
» Regionali
» Pub / Birrerie
» Baràbook
» Enoteche / Wine Bar
» Musica dal vivo
Vini
» Etnici
» Regionali
Ricette
» Internazionali
» Nazionali
La Cucina
» Etnica
» Regionale
Negozi Etnici
» Food
» No-Food
Glossario
» Strumenti
» Processi
» Prodotti
» Link
» Contatti
» Consigliaci un Locale

Hamburger, che passione!

Hamburger , il Rizzoli Larousse riporta questa definizione:
“s.m.inv.(voce inglese derivazione di hamburger steak “Bistecca d’Amburgo).
Polpetta di carne di manzo macinata cotta generalmente ai ferri.
Per estensione definisce un panino imbottito con tale polpetta che si consuma nei fast food.”
Molto scarna, ma veritiera.
Incerte sono sia le origini che il nome.
La teoria più accreditata è quella che fa risalire la sua origine ad Amburgo, la città della Germania settentrionale dove era molto comune una polpetta fatta di carne di manzo. Emigranti ne importarono l’uso in America. La prima citazione di Hamburger steak si ha nel 1842 per riferirsi ad una fettina di manzo macinata.
Una seconda teoria è quella che fa risalire la data alla fine dell’ottocento ed il nome al fatto che gli emigranti europei che viaggiavano sulle navi della Hamburg Line mangiavano spessissimo alla mensa una polpetta di carne schiacciata fra due fette di pane e tale abitudine rimase e si sviluppò in maniera quasi esponenziale.
Un’altra teoria pone la data di nascita nel 1885 ed il nome lo deriva dalla cittadina di Hamburg vicino a Buffalo nello stato di New York nei pressi della quale si svolgeva una fiera annuale.
Data la scarsezza di carne di maiale con la quale venivano normalmente confezionale le polpette in vendita alla fiera i fratelli Menches utilizzarono per la prima volta la carne di bue dando a questa polpetta schiacciata il nome di Hamburger in onore proprio alla vicina cittadina.
Un’altra teoria ancora, ma che sembra essere alquanto tirata, fa derivare il nome dal fatto che nei primi tempi la carne che veniva importata in America partiva dal porto di Amburgo e che questa era considerata di alta qualità. Nel linguaggio comune il nome di hamburger stava a significare che la polpetta era fatta con carne di buona qualità.
Sta di fatto che McDonald’s ne ha fatto un mito ed una punta di penetrazione, come la Coca Cola, dei prodotti americani nei nuovi mercati prima quelli dell’Est ed ora di quelli emergenti.
Stranamente viene a significare il simbolo del benessere occidentale.
Ma ora i gusti stanno cambiando. Pranzo svelto, si, ma con prodotti buoni e poiché il panino è la forma di pasto più veloce che ci sia facciamo buono il panino.
In Germania questa filosofia ha allignito vigorosamente: non più prodotti in serie, anche surgelati, ma prodotti freschi magari biologici. Pane morbido, ma croccante, insalata fresca e croccante, patate fresche tagliate a mano e fritte al momento in olio fresco, pomodori dell’orto. Non più monotonia, ma varietà e fantasia nella confezioni che vanno dallo standard all’hamburger italian burger con il pesto fatto in casa e mozzarella per arrivare persino al filetto di coccodrillo. Quest’ultimo è stato eliminato e sostituito con prodotti del territorio più freschi e meno costosi.
Costano un poco di più dell’hamburger McDonald’s, ma sono più buoni, più vari, danno una maggiore garanzia di freschezza e genuinità, non che quelli della grande compagnia americano non lo siano, ma la loro immagine ormai ha perso di vigore tanto è vero che anche loro hanno preso la strada della varietà: non più l’hamburger uguale in tutto il mondo, ma vari tipi che fanno bella mostra nelle nuove campagne pubblicitarie.

11/12/2008

Piero