» Chi Siamo
» News & Eventi
Ristoranti
» Etnici
» Regionali
» Pub / Birrerie
» Baràbook
» Enoteche / Wine Bar
» Musica dal vivo
Vini
» Etnici
» Regionali
Ricette
» Internazionali
» Nazionali
La Cucina
» Etnica
» Regionale
Negozi Etnici
» Food
» No-Food
Glossario
» Strumenti
» Processi
» Prodotti
» Link
» Contatti
» Consigliaci un Locale

Il vino è buono? Lo dobbiamo anche alla Chiesa.

Nel numero di sabato 18 marzo del Corriere della Sera c’è una pagina dedicata quasi interamente al libro di Paolo Massobrio, Rizzoli editore, dal titolo “Il tempo del vino”.
Nel libro l’autore mette in evidenza sul vino alcuni aspetti, aneddoti e storie dal Medio Evo ai giorni d’oggi.
Ad esempio l’autore narra che in un suo viaggio in California per assaggiare varie produzioni di diverse Case Vinicole, si rese conto che “in California non tengono le bottiglie delle annate precedenti”. Gli spiegarono candidamente che per loro il problema non esisteva, “il vino negli States è business. E come tale va venduto”.
Un’altra riflessione che il Massobrio fa nel suo libro è quella di assegnare alla Chiesa una importanza fondamentale nella diffusione della coltivazione della vite e nel miglioramento della qualità del suo prodotto. Infatti, essendo il vino uno degli elementi fondamentali della celebrazione della Santa Messa, era necessario che questo fosse a disposizione anche nei più sperduti angoli della terra dove i contatti con la civiltà erano assai rari od inesistenti. Non me lo portano? Me lo produco. Naturalmente questa diversità di produzioni, il tempo e la pazienza degli specifici coltivatori fece sì che si migliorasse il prodotto. Una volta che la produzione prese piede, i novelli viticoltori ereditarono tutte le loro esperienze ed insieme ai neo enologi hanno fatto della coltivazione, produzione, conservazione e consumo una vera scienza.

21/03/2006

Piero