Patata, il Tesoro delle Ande I
Il ricercatore peruviano Carlos Ochoa ci offre una testimonianza condensata del suo lavoro di tassonomista che ha prodotto un libro consacrato alla patata. Questa ricerca gli ha fatto conquistare una celebrità mondiale.
Nell’articolo “Un dono Universale” , apparso sulla rivista “CHASQUI, el correo del Perù” nel settembre 2003, l’autore illustra le motivazioni che lo hanno spinto ad indirizzare le sue ricerche su questo tubero. “Il primo è il sentimento di orgoglio sentito verso la grande importanza che questo frutto della natura, originario delle Ande, ha avuto nella storia dell’Umanità. E questo orgoglio è rafforzato dalla mia convinzione che il contributo della patata al progresso sia molto maggiore di quello che comunemente gli viene riconosciuto.
500 anni fa nessuno avrebbe pensato che questo tubero, che era uno dei principali sostegni alimentari di alcune piccole tribù delle Ande, potesse diventare uno degli alimenti più popolari del pianeta. I dati della produzione dei prodotti alimentari di tutto il mondo pongono la patata al 4° posto subito dopo il grano, il mais ed il riso. Oltre a ciò bisogna ricordare che la patate non è usata solo come alimento, ma si inserisce, sotto varie forme e contributi, in molteplici settori della produzione umana che, per fare qualche esempio, va dalla cucina e pasticceria, alla tessitura, alla farmacopea, alla cosmesi, alla depurazione delle acque.”
Continua, poi, dando alcune notizie sulla strada percorsa dalla patata. “ Alla lunga questo alimento si è dimostrato essere una importantissima fonte di sostentamento ed in alcune occasioni la sua assenza avrebbe causato dei disastri immani. E’ il caso della grande carestia che flagellò l’Irlanda negli anni 1845/1848: se non ci fossero state le patate a dare un sia pur povero alimento, la tragedia avrebbe assunto dimensioni ben più immani.
Non si può stabilire con esattezza quando la patata fu introdotta in Europa e da chi, ma l’ipotesi più accreditata fa risalire l’introduzione alla metà del secolo XVI e che la sua introduzione sia avvenuta attraverso la Spagna.
Altri sostengono che le prime patate siano state introdotte in Francia nel 1600 per merito di M. Bahuin o, secondo altri, dal Marchese di Parmantier. E’ certo che gli inglesi introdussero la patata prima nelle Isole Bermuda (1613) e quindi in Virginia ed in Irlanda.
Successivamente la patate invase tutte le campagne d’Europa dal nord al sud, da est ad ovest: ben presto non c’era contadino che non avesse una parte del suo orto dedicato alle patate per il proprio uso.”
L’autore passa, quindi, ad esaminare la sorprendente varietà di questo tubero. “ Nelle Ande, loro territorio di origine, esistono molte qualità di questo tubero. E’ opinione comune che la qualità Solanum stenotomum sia la capostipite di tutte le qualità attualmente coltivate. La qualità Solanum Tuberosum è quella che si è maggiorente espansa nel mondo.
La maggiore varietà genetica della patata si riscontra in una zona della Cordigliera Bianca delle Ande Peruviane compresa tra il lago Titicaca ed il confine nordest della Bolivia, tra i 9 ed i 17° di latitudine sud. In questa zona si concentrano tutte le qualità di patate coltivate e per questa ragione si presume che essa sia l’area originaria del tubero e che 7000 anni a.c. in questa parte della Cordigliera fu scoperta e successivamente coltivata dall’uomo.
Cominciava per la patata la grande avventura.
Nove sono le qualità coltivate ed il territorio di origine di queste si concentra maggiormente negli altipiani andini fra i 3000 ed i 4000 metri di altitudine.
Le diversità biologiche non si limitano solo a queste nove coltivate, ma ne esistono moltissime altre che, però, non sono commestibili. Queste ultime si trovano allo stato naturale fra il Sud degli Stati Uniti e la zona australe del Cile. La grande varietà di specie permette di studiale la loro resistenza a fattori patogeni e climatici e quindi scoprire le possibilità di coltivazione della patata commestibile e di realizzare antidoti a malattie e parassiti. Queste varietà selvatiche e non commestibili possono essere anche utilizzate, attraverso incroci, per creare nuove qualità commestibili.
La patata silvestre cresce in differenti climi e terreni: dalla costa desertica peruviana al livello del mare alle valli andine a 2500 e 3400 metri. Zone del sud del Perù come la Valle Sagrado del Cusco e molte altre sono particolarmente ricche di varietà selvatiche. Essa può crescere a basse temperature così come a temperature elevate, in clima umidi come in clima secchi e queste caratteristiche di resistenza ed adattamento ai fattori climatici hanno favorito la veloce ed enorme espansione di questa coltura..
Bibliografia
A.,A.,V.,V., (2000), La Papa. Tesoro de los Andes. De la agricoltura a la cultura. Lima, Centro International de la Papa.
5.01.06
10/10/2007
Piero
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