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Pisco, un liquore da scoprire

Quando gli spagnoli si stabilirono nel centro e sud america sentirono immediatamente la mancanza di tre elementi alimentari fonda,mentali per loro: il vino, il pane e l’olio. Una delle loro prime preoccupazioni fu, quindi, quella di importare e coltivare sul nuovo suolo la vite, il frumento e l’ulivo. Garcilaso de la Vega, un cronista meticcio, racconta che fu Francesco de Caravantes, un vecchio conquistatore, che per primo portò la vite in Perù, un’uva proveniente dalle Canarie, molto scura, appunto l’uva dalla quale si ricava il Pisco e che la prima produzione di vino fu fatta a Cusco nell’anno 1560.


Il gesuita Bernabè Cobo afferma, invece, che i fatti si svolsero a Lima, che la vite fu importata direttamente dalla Spagna e che il primo a raccogliere uva e fare vino fu, nel 1551, Hernandode Montenegro.
E’ alquanto difficile stabilire chi abbia ragione, ma sta di fatto che la coltivazione della vite si estese enormemente in tutto il Perù, specialmente nella costa sud e che tutti i tipi di vite coltivati erano fra i più adatti alla distillazione del Pisco. La produzione del Pisco già alla metà del sedicesimo secolo era tale che sopperiva alle necessità di Lima e permetteva di esportare le eccedenze nella Terra Ferma e nella Nueva Espana.
Per una questione di registrazione del nome e del marchio il Pisco prese una nuova cittadinanza e non fu considerato più il liquore nazionale peruviano, neanche di fronte alla sua superiorità qualitativa.
Il diplomatico Gutiérrez nel suo libro tendente alla difesa della Peruvianità del Pisco si rifà agli studi del Lessicologo e professore universitario di Ica, César Angeles Caballero che nei suoi due libri Peruanidad del Pisco e Diccionario del Pisco analizza a fondo la provenienza del nome Pisco ed individua quattro fonti,da lui chiamate “alvei”, all’origine della parola Pisco e tutte interessanti la zona costiera di Ica, la zona più intensamente coltivata a vigneti.
La prima fonte è zoologica: nel periodo precolombiano pisku, pisccu e simili erano soprannomi dati agli uccelli e poiché la costa di Ica era molto frequentata dai volatili (seconda fonte, toponimia), automaticamente uno dei nomi che indicavano la zona faceva riferimento a questi vari soprannomi e quindi il luogo geografico cominciò ad essere individuato come Pisco. Questa designazione anteriore alla conquista spagnola ha continuato ad individuare la zona anche se il nome ufficiale ha subito varie variazioni.
La terza fonte individuata dal professore è di tipo etnico. La zona dove attualmente sorge il portio di Pisco fu abitata nel periodo precolombiano da una popolazione molto rinomata per la lavorazione delle ceramiche e fra questi c’era la casta dei vasai che veniva individuata con il nome di “piskos” che producevano, fra l’altro dei recipienti utilizzati per la conservazione ed il trasporto delle bevande alcoliche da loro prodotte, tipo la chicca. Con l’avvento degli spagnoli, la coltivazione della vite e, quindi, la distillazione del nuovo liquore fu necessario, ed ecco la quarta fonte chiamata dal professore “industriale”, utilizzare sia per il trasporto che per la conservazione dei contenitori adatti e per questo furono incaricati i vasai Piskos e ben presto questi appositi contenitori acquisirono il nome dei costruttori e successivamente fu abbastanza logico e naturale che il prodotto conservato negli appositi contenitori prendesse il nome degli stessi.
Alcune ricette di cocktails del Barman Jael Ramos:
Pisco Sour.
3 oz di Pisco, 1 oz di succo di limone fresco, 1 oz di sciroppo di zucchero (o due cucchiai di zucchero), 1 albume d’uovo, 4 cubetti di ghiaccio.
Frullare per venti secondi e servire (il ghiaccio deve essere sciolto) con al centro una goccia di Angostura.
Algarrobina.
11/2 oz di Pisco, 1 cucchiaino di zucchero, ¾ oz di Algarrobina, 2 oz di latte concentrato, 1 tuorlo d’uovo, 4 cubetti di ghiaccio, un pizzico di cannella in polvere.
Sbattere per un minuto i componenti liquidi e spolverare con la cannella.
Capitan.
2 oz di vermouth dolce, 1 ½ oz di Pisco, $ cubetti di ghiaccio.
Agitare tutti gli ingredienti nell’apposito recipiente e servire.

Bibliografia:
Balbi, M., (2003), Pisco es Perù, Lima, PromPerù.
Gutiérrez,G.,(2003), El Pisco. Apuntes para la defensa Internacionalde la Denominaciòn de Origen Peruano, Lima, Fondo Editorialdel Congreso del Perù.
4.01.06

10/10/2007

Piero